Le necropoli: Villa di Briano,
Frignano, Succivo, Carinaro Nel
1926/27, durante i lavori per la realizzazione della ferrovia “Direttissima” Roma
- Napoli, nel tratto Aversa – Vico di Pantano (Villa Literno), vennero alla luce
a più riprese nucli sparsi di sepolture, databili dalla seconda metà del IV sec.a.C.
agli inizi del III sec. a.C. A frignano Piccolo, nel fondo Maglione, si rinvenne
un gruppo di sepolture dai corredi modesti, mentre risultò più ricco il materiale
recuperato in tombe in gran parte sconvolte: vasi figurati attribuibili al Pittore
di Caivano e alla seconda officina di Capua. Ancora a Frignano Piccolo, in località
Borgo S. Lorenzo, si recuperò un gruppo di vasi, appartenenti ad un’unica tomba
dal corredo molto ricco databile al 350-330 a.C.; i vasi, a figure rosse, particolarmente
raffinati, sono di fabbrica Capuana.
In
anni più recenti fu rinvenuta nel territorio di Villa di Briano una tomba a cassa
di tufo contenente un corredo di ceramica a figure rosse e a vernice nera di qualità
elevata: cratere a campana, bail-amphora, skyphos, lkane ed askos stanno ad indicare
la presenza nella zona di un comunità socialmente ed economicamente articolata.
Anche in località Croce di Frignano alcuni contesti sepolcrali riflettono la stessa
situazione socio-economica. Il località Carinaro, sempre nel corso dei lavori
per la costruzione della linea ferroviaria, furono rinvenute tra tombe, due delle
quali contenevano corredi in seguito confusi e oggi in parte dispersi. I materiali
recuperati appaiono caratteristici di un orizzonte cronologico di poco più recente.
L’Archeo Club di Atella, nella sua costante ed attenta opera di tutela del territorio,
nel 1982 in località tredici al Castagno, in prossimità dell’asse Nola- Villa
Literno, recuperava materiale archeologico, databile alla seconda metà del IV
sec. a.C., verosimilmente proveniente da contesti tombali violati, il rinvenimento
conferma la frequentazione intensa, anche se su piccoli nuclei sparsi, del territorio. |