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IL
MUSEO ATELLANO |
Caivano Caivano
ricadeva nel territorio di pertinenza dell’antica Atella. L’occupazione è testimoniata
dalle evidenze sepolcrali riferibili a nuclei di tombe o ad aree di necropoli
che potrebbe suggerire un assetto a nuclei sparsi del territorio. In questa sede
vengono esposti i corredi delle sepolture rinvenute negli anni ’30 in località
Padula, tutte appartenenti ad un arco temporale compreso tra il 350 ed il 330/320
a.C. Sono tombe a cassa di tufo, con piano e copertura in tegole o a fossa; della
maggior parte di esse è stato possibile recuperare il corredo, alcuni si distinguono
per abbondanza e raffinatezza del materiale ceramico. La differenza tra le sepolture
distinte sulla base del corredo funerario indica una gerarchia all’interno della
comunità di riferimento che potrebbe essere di ordine economico, sociale e culturale.
La composizione del corredo inoltre permette di recuperare la distinzione di sesso
dei defunti; infatti la presenza delle armi o del cinturone o dello strigile connota
le tombe maschili, mentre le sepolture femminili si distinguono per la presenza
degli ornamenti personali e per l’assenza del vaso contenitore delle offerte funerarie.
Ben documentata è l’occupazione del territorio in età imperiale romana testimoniata
tra l’altro dall’ipogeo funerario rinvenuto nel 1923, di età adrianea, a pianta
quadrangolare e con copertura a volta. La costruzione è in opera incerta di tufo
con pavimento in cocciopesto; l’ambiente è intonacato e presenta una ricca decorazione
dipinta: vivaci scene di paesaggi fluviali, scene paesaggistiche e animalistiche,
motivi vegetali stilizzati e cespi di foglie e frutta: tutta questa ricchezza
e lussuosità decorativa collocano il monumento nella proprietà fondiaria di un
ricco possidente locale. Sempre ad età imperiale si data la villa rinvenuta in
località S. Arcangelo (2 km a N.E. di Caivano) della quale è stato indagato il
settore termale. Costruito nella prima metà del II sec. d.C. il complesso balneare
nel corso dell’età media e tardo imperiale venne ristrutturato almeno due volte.
Alla fine del VI – prima metà del VII sec. d.C. gli ambienti termali, dopo essere
stati spogliati dei marmi di rivestimento, furono completamente abbandonati. Dal
IX sec. si sviluppò l’abitato medievale di Sant’Arcangelo. |
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